Simone D'Angelo

foto simone dangelo

OR: HOW I LEARNED TO STOP WORRYING

AND LOVE THE VIRUS

Dal primo giorno di quarantena mi sono dato due sole regole: non pensare troppo al “dopo” e non accettare videochiamate. All’inizio l’eccezionalità della situazione è stata una scossa di adrenalina, poi col passare del tempo è scesa e lentamente ci si abitua.

In campagna, dove vivo, gli effetti visivi del coronavirus sono meno eclatanti e questa decentralità rispetto agli eventi per un fotografo può essere frustrante. Viceversa le stradine adiacenti sono una piccola valvola di sfogo per vincere il senso di claustrofobia.

Ho iniziato a fotografare ciò che si trova all’interno del perimetro di casa, o poco al di fuori, senza l’idea di voler raccontare qualcosa. È stata piuttosto una diversa forma di ginnastica che ha reso più sopportabile l’isolamento.

Comunque, alla fine, un paio di videochiamate le ho accettate.