black snake

One Man Band Con il suo immaginario fatto di atmosfere delta blues e di oscuri deserti, Black Snake Moan narra con un concept album il suo percorso interiore evocando i suoi stati d'animo più profondi. Avvolto dal Re Serpente, in un incubo di una notte oscura, quella notte dove i nostri sogni, incubi e speranze ci avvolgono nelle spire dell'inconscio seguendo un nuovo ritmo, una danza mistica fino ad un risveglio del proprio potere spirituale evocato dal Serpente. Solo così, attraverso il proprio rituale, Black Snake Moan riesce a dare forma alla sua esperienza trascendentale trasformandola in musica.

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Suonatore di didgeridoo dal 2003, è impegnato nella produzione musicale "contemporanea" anche attraverso l'organizzazione di eventi di aggregazione sociale attraverso rassegne (#KeepOnDidjin), performance... Parallelamente si occupa di formazione artistica e musicale attraverso attività di workshop, coaching e ricerca sulla cultura europea del didgeridoo.

4 DI PICCHE

I 4 di Picche sono un quartetto acustico folk, la loro musica  ricerca le sonorità di tutte le culture, dalla musica balcanica,al tango, dal country alla pizzica,  attraversando vari continenti e riarrangiando grandi classici e brani meno conosciuti, sempre in maniera originale.
Camilla Crisostomi: voce
Francesca Spada: violino
Federica Sanzolini: chitarra
Francesco Pizzabiocca: percussioni

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A Bailar racconta la storia di due amanti che ballano nascosti dalla notte e dalla vita che scorre frenetica. Due storie che si incontrano e si compensano, amandosi liberamente senza freni e pregiudizio. Si nascondono dagli sguardi increduli dei passanti, stupiti dalla loro semplice felicità. In quei posti a volte insicuri e segreti dove la vita viene vissuta e non accettata.

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Ohm Sweet Ohm è un trio che crea musica con influenze trip hop, dubstep, electro, ambient e varie espressioni della musica contemporanea: sono la voce onirica e i groove psichedelici di didgeridoo, antico strumento di origine australiana, che si fondono con la musica elettronica, creando un atmosfera che unisce la musica di strumenti tribali con le sonorità urbane.

shantilionproject

Il suo percorso musicale inizia a 5 anni dal pianoforte, proseguendo con l'esplorazione di vari altri strumenti che lo porta all'età di 12 anni ad approcciarsi al sassofono. A 13 anni è uno dei più giovani studenti del Conservatorio di Musica 'Stanislao Giacomantonio' di Cosenza, ma dopo 4 anni di studi classici, sentendo il bisogno di maggiori contaminazioni, lascia il Conservatorio e inizia la sua personale ricerca ritmica attraverso le percussioni. Durante i suoi viaggi studia le ritmiche popolari del sud dell'Europa, africane e sudamericane con vari strumenti, spaziando dal Tamburello al Djembé, dalle Congas al Cajòn. Tra le scoperte fatte su questo cammino, la più significativa è stata l'HANG, strumento inventato in Svizzera nel 2000 come evoluzione dello Steelpan, il quale, unendo ritmo e melodia, entra nel 2010 nel percorso dell'artista e ne diventerà il protagonista principale. Da allora, dopo varie collaborazioni italiane ed europee e due album all'attivo con migliaia di copie vendute (e un terzo in uscita a breve), porta in giro per l'Europa le morbide melodie avvolgenti dei suoi Handpan col progetto solista Shanti Lion Project, in continua evoluzione.

SoretaKamorra

Trio acustico di musica popolare,pizziche,tarante, Tammurriate e cantautoriale riarrangiato. Delirio danzante assicurato.

Nando Di Valentino: chitarra e voce

Fabio Astolfi: cajon, kazoo e voce

Agostino Mennella: tamburello salentino, cembali e voce

Zastva

Il gruppo è composto da elementi provenienti da alcune tra le migliori orchestre dell’Alta Maremma e non solo... Gli strumenti usati sono rigorosamente acustici (ottoni, fiati e percussioni). Il repertorio prevede brani della tradizione popolare balcanica, oltre ad arrangiamenti e composizioni originali. Le esibizioni, evocative di atmosfere e situazioni ispirate ai film di Kusturiça, sono piuttosto movimentate e spaziano tra musica teatro e giocoleria coinvolgendo attivamente il pubblico, grazie anche all’ottimo feeling tra i componenti dell’orchestra, ormai da 13 anni insieme a lavorare al progetto; Le sperimentazioni della ZASTAVA ORKESTAR investono non solo l’ aspetto prettamente musicale, ma anche la ricerca di una particolare forma-spettacolo tipicamente “di strada”, in cui viene rifiutata la tradizionale dicotomia tra chi si esibisce e chi rimane spettatore passivo. Per abbattere queste barriere normalmente tra Zastava e pubblico non esistono palco, transenne, microfoni, impianto né intermediazioni dialcun tipo: lo spettacolo può durare fino a 2 ore ed è una festa collettiva alla quale chiunque, nel rispetto degli altri, è libero di partecipare se e come vuole.